domenica 27 marzo 2016

Cristo è davvero risorto, alleluja!



Cristo Risorto non muore più; non solo, ma con la sua resurrezione ha spalancato le porte del cielo: quelle porte che tanti hanno davanti al volto del cuore e cercano di raggiungere per entrarvi, perché là, e solo là, regna Cristo Risorto, là c'è l'eternità della felicità, il vero senso della nostra creazione, ossia il perché ci ha fatto dono della vita.
Sempre che per vita intendiamo un camminare con Cristo, non portandoci addosso le paure e la tristezza, come fu per i due discepoli sulla strada di Emmaus... inconsapevoli che Gesù, sì era stato crocifisso, ma come gesto estremo di amore per renderci liberi e figli del Padre. La morte era il passaggio alla felicità, come è nella natura dell'amore.
Scrive Paolo l'apostolo: "Fratelli se voi siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù dove si trova Cristo, assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con Lui nella gloria" (Col 3,1-4).


BUONA PASQUA DI RISURREZIONE !
a tutti i lettori e amici del Centro Giuseppina Berettoni



Foto: Marco Vecellio (attr. anche a Tiziano), Cristo con l'angelo, Museo diocesano di Vittorio Veneto

giovedì 21 gennaio 2016

24 gennaio 2015 - S. Messa nell'89° anniversario del dies natalis di Giuseppina Berettoni - notizie utili

CAUSA PREVISTO BLOCCO DELLA CIRCOLAZIONE
LA CELEBRAZIONE E' STATA SPOSTATA DAL 17 AL 24 GENNAIO




89mo anniversario del dies natalis
della Serva di Dio Giuseppina Berettoni

6 agosto 1875 - 17 gennaio 1927

 



24 GENNAIO
 

ORE 11,30


S. Messa nella Cappella del Verano

presiedono la celebrazione eucaristica
Mons. Alfredo Sipione
P. Candido Hofmann, ofm


a seguire
visita alla tomba al Pincetto vecchio

Entrando dall’ingresso principale,
la cappella è ben visibile in fondo al piazzale
principale che ha al centro la statua del Risorto.



La tomba è poco distante, al lotto 2
del Pincetto vecchio (famiglia Meluzzi):
salendo la scalinata a sinistra del quadriportico
è posta nella zona retrostante e in corrispondenza
dell'abside della basilica di San Lorenzo fuori le mura


Info: Marco 347 - 7721328

mercoledì 20 gennaio 2016

GIUSEPPINA BERETTONI E LE SCARPE DELL'ANGELO “Non dovrò comprarne di nuove, perché il mio sposo certamente non mi lascerà senza!”.


Giuseppina Berettoni ci può essere da sprono a vivere più intensamente il Giubileo strordinario della Misericordia. Ella ci insegna che la Fede retta si nutre ed è nutrita, nel nostro quotidiano, della Carità perfetta ed entrambe nutrono e sono nutrite della Speranza certa che Dio è un padre misericordioso. Signore dacci l'ulmiltà profonda, come la donasti a Giuseppina, di comprendere e seguire i tuoi insegnamenti nel compiere la tua santa volontà.

La vicenda storica delle "Scarpe dell'angelo", che raccontiamo in questo articolo, ci fa considerare come la vita quotidiana, fatta delle piccole e grandi cose di ogni giorno, in famiglia e nel lavoro - la giovane Giuseppina viveva presso le sorelle Borzelli, nello stesso luogo dove lavorava come camiciaia - può diventare luogo teologico dove vivere il cammino unitivo con Dio, il luogo in cui Dio opera per mezzo dei suoi servi fedeli, che si abbandonano alla sua volontà.

Il gesto di Giuseppina di donare senza indugio le proprie scarpe alla vecchietta bisognosa, come San Francesco fece del suo mantello, ci sia esempio per divenire gioiosi operatori di misericordia.
Nonostante Giuseppina stessa sia in difficoltà, come la rimproverano le sorelle Borzelli, compie con gioia l'atto del dono e "Dio ama chi dona con gioia" ! (2 Cor 9,7).

Non dobbiamo ricercare nello strordinario dell'avvenimento delle "scarpe dell'angelo", niente altro, se non l'amore misericordioso del Signore che compie meraviglie e sempre risponde provvidenzialmente a chi a Lui si abbandona con fiducia:

  • "Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? (...) Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi valete più di molti passeri" (Matteo 6:25; 10:29-31).
Marco V. Stocchi


LE ”SCARPE DELL'ANGELO"
“Non dovrò comprarne di nuove,
perché il mio sposo certamente non mi lascerà senza!”
.


Giuseppina visse presso le sorelle Borzelli in via di Ripetta
che parte da P.za del Popolo verso P.za del Mausoleo d'Augusto
in Palazzo Piacitelli, che oggi non esiste più, dopo gli
sventramenti operati nella zona sotto il regime fascista.
Presso Maria e Teresa Borzelli visse dal 1902 al 1907,
anno in cui fu scattata questa foto appartenente al  Cap. Ulivelli
e donata al Centro Giuseppina Berettoni.
Roma, via di Ripetta, 29 marzo 1906. Una donna anziana, sfinita più dai disagi che dagli anni, sale le scale di una modesta abitazione e bussa alla porta del laboratorio di camiceria delle sorelle Borzelli. Le hanno detto che proprio lì lavora anche Giuseppina Berettoni nelle ore che rimangono libere dalla sua attività prevalente, quella di “apostola della carità”.












La fama della piccola donna – era minuta e molto graziosa – con un sorriso che le illuminava lo sguardo e che le accattivava tante simpatie – è già grande a Roma, dove Giuseppina era nata nel 1875. Pronta ad accorrere dovunque sorga l’esigenza della carità e del conforto spirituale, non si tira mai indietro e trova sempre anche i mezzi materiali a soccorrere materialmente i poveri, pur essendo lei stessa appena in grado di tirare avanti nella più austera modestia di risorse. Nella piccola casa in via di Ripetta il via vai degli indigenti è ormai un’abitudine e a Giuseppina le camiciaie, padrone di casa, spesso rimproverano di dare via tutto, senza mai riflettere sulle conseguenze di tanta generosità, per loro sconsiderata.


Anche questa volta Giuseppina, in procinto di uscire, ascolta la storia triste dell’anziana visitatrice, una vicenda di stenti e malattie che fa da sfondo a una profonda miseria. Serve un paio di scarpe, la donna mostra i piedi coperti alla meno peggio da calzature informi e ormai sfondate e senza rimedio. Giuseppina non ha esitazioni: si sfila le sue perché a occhio ha capito subito che non ci saranno problemi di misura, e gliele dà, tanto – assicura – ne ha un altro paio. Non è così, ma quando la poveretta va via con le sue scarpe, ai rimproveri di Maria Borzelli, essa risponde sorridendo tranquillamente: “Non dovrò comprarne di nuove, perché il mio sposo certamente non mi lascerà senza!”.

E poiché la Provvidenza entra si in azione, ma non si sa mai quando lo fa, Giuseppina mette ai piedi le pantofole di feltro che usa in casa e si prepara ad uscire. Una scampanellata preannuncia un’altra visita. Teresa Borzelli apre la porta a un giovane ben vestito e sorridente che le consegna un pacco confezionato con carta fine. C’è scritto “Per la signorina Giuseppina Berettoni, presso le signorine Borzelli”.

Si avvicinano anche la sorella Maria con Giuseppina. La curiosità spinge le sorelle ad aprire in fretta l’involto, e da una scatola tirano fuori un paio di scarpe di pelle chiara, con un cinturino che si aggancia ad un bottone e tante impunture fatte a mano. Sono belle scarpe, di fattura artigianale, e Maria guarda meravigliata il giovane. Lo interroga: “Da dove viene? Chi manda quel dono?”. Lui sorride ancora e scappa via, giù per le scale. Teresa è contenta, prende le scarpe e aiuta Giuseppina ad infilarle; le vanno bene

Un medico veterinario scomparso l’anno scorso, Pio Antico, ha impiegato 35 anni con la moglie Maria a raccogliere la documentazione e gli effetti personali di Giuseppina. Il dottor Antico ha scritto anche la biografia di Giuseppina che può essere consultata presso la biblioteca del Centro G. Berettoni, dove ancora oggi le scarpe di pelle gialla operano prodigi, quando chi le calza ha quella fede salda che fu indicata già da Cristo come unico mezzo per ottenere grazia al cospetto di Dio.

Marta Ruben


"Le scarpe dell'angelo"
sullo sfondo, nella cornice da tavolo, foto del dott. Pio Antico


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Ringraziamo P. Gabriele Amorth, che dopo una ricerca negli archivi, qualche tempo fa ha inviato al Centro la fotocopia di un articolo a firma di Marta Ruben, “Le scarpe dell’angelo”, pubblicato sulla rivista della Società San Paolo, "La Madre di Dio ", e di cui non se ne aveva più copia.
L'articolo ricorda il prof. Pio Antico, che con sua moglie Maria, hanno fondato il Centro Giuseppina Berettoni - poi con sapienza guidato da Padre Coradazzi - che è come l'amplificatore del portato umano e spirituale che la serva di Dio ha lasciato in eredità alla Diocesi di Roma e a tutti coloro che a lei si rivolgono con grande fiducia.

lunedì 18 gennaio 2016

GIUSEPPINA MISSIONARIA DELLA DIVINA MISERICORDIA di Letizia Li Donni

REPRINT

Riproponiamo questo a firma della prof.sa Letizia Li Donni, autrice di una biografia edita dal Centro Giuseppina Berettoni: chi desidera averne copia può farne richiesta a questo centro. Invieremo anche il numero del bollettino e altro materiale per meglio conoscere ed amare la figura di Giuseppina Berettoni.


Giuseppina missionaria 
della Divina misericordia

Sebbene la sua dipartita terrena sia avvenuta ottantatre anni or sono, Giuseppina è sempre in mezzo a noi, pronta ad invitarci alla riflessione sulla nostra vocazione di laici operanti in una società immersa in una cultura preoccupata solo dell’immagine consumistica e protesa alla messa al bando di alcuni valori cristiani. 

La nostra Giuseppina ancora oggi ci parla, ci stimola ad un attento esame del nostro essere cristiani, ad interrogarci come rispondere da laici alla chiamata universale alla santità, come essere portatori del germe della fede ed apostoli della carità in un periodo storico in cui assistiamo al prevalere del materialismo. Ella ci ha lasciato un esempio mirabile di zelo apostolico e missionario donando la sua vita al servizio della Chiesa per la conversione delle anime e per il sacerdozio.
Esercitò la sua missione attraverso molteplici forme di apostolato aiutando con umile e generosa dedizione le persone appartenenti alle diverse categorie sociali: religiose e religiosi, laici ed ecclesiastici, professionisti e operai, ricchi e poveri, Figlie di Maria e donne dedite alla vita pervertita, sani e malati: per tutti aveva un gesto d’amore, una parola di conforto, un consiglio adatto, un tempo da dedicare.

Il P. Cornelio M. Del Zotto ofm, durante l’omelia, tenuta per commemorare il 74° anniversario della pia morte di Giuseppina, la definì la Buona Samaritana di Gesù che, come il protagonista dell’omonima parabola, non si ferma a ragionare ma interviene tempestivamente in tutte le situazioni di disagio materiale e spirituale, facendosi carico di tutte le conseguenze derivanti.
La sua sensibilità umana e la profonda fede cristiana la spinsero a farsi samaritana: recò conforto ed infuse sollievo, soccorse i bisognosi in tante circostanze, pagò di persona per quanti necessitavano di cure, si offrì vittima per i sacerdoti e, talvolta, chiese al Signore ed ottenne di poter prendere su di sé i mali che affliggevano i sofferenti. 

Il P. Mondrone, dedicando a Giuseppina un capitolo del suo libro “Esistono ancora i santi” la chiama la “Galoppina dell’Amore misericordioso” e ne mette in risalto la nota dominante della sua vita terrena: l’apostolato laicale. Il P. Benedetto D’Orazio, autore di una biografia della Berettoni, la presenta come “attivista sbarazzina di Cristo” per la sua zelante attività nel diffondere il seme del bene e ricondurre a Dio le anime lontane. Per questi suoi interventi Giuseppina fu missionaria dell’amore di Dio e strumento della misericordia in mezzo al mondo.

Papa Benedetto XVI, all’Angelus del 16 settembre 2007, ha ricordato che “l’umanità ha bisogno che sia proclamata e testimoniata con vigore la misericordia di Dio che è più forte di ogni male”. Nelle parole del Santo Padre riscontriamo l’attualità del messaggio di Giuseppina in quanto la Serva di Dio la diffondeva, con dolcezza e con vigore, fra tutti coloro che incontrava.
Letizia Li Donni


venerdì 25 dicembre 2015






Buon Natale a tutti gli amici
del Centro Giuseppina Berettoni


 

venerdì 4 dicembre 2015

appuntamenti



Sabato 5 dicembre  celebreremo l'Eucarestia per la beatificazione di Giuseppina. Sarà una celebrazione di grande importanza in quanto testimonianza di un'intima partecipazione al buon esito della causa e di corrispondenza alla gradita disponibilità di un sacerdote carmelitano. Invitiamo tutti a partecipare e a DIFFONDERE la notizia perchè possa esserci il maggior numero di persone possibile. 

Pace e bene a tutti.Guido


sabato 5 dicembre
S. MESSA PER GIUSEPPINA BERETTONI
ore 16,00
presso la Cappella Cesi
della Basilica di S. Maria Maggiore, in Roma


martedì 1 dicembre 2015

Segni di speranza






Un'anima a noi ignota ha posto un santino della Serva di Dio Giuseppina Berettoni
ai piedi della Beata Vergine Maria, invocando celeste protezione

fotografia inviata al Centro Giuseppina Berettoni
nel settembre 2015