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lunedì 27 aprile 2015

LA "SORA CHECCA" CHE MI CHIAMO' COSI' Giuseppina si racconta con un gustoso aneddoto


LA "SORA CHECCA" CHE MI CHIAMO' COSI'

A proposito del nome che le fu dato, Giuseppina  raccontò il fatto seguente:


"Io avevo una zia chiamata 'Sora Checca' che inferma da venti anni, era in opinione di santità e la visitavano Vescovi e personaggi. Prima che io nascessi andò il mio babbo da questa zia e le annunciò che tra poco avrebbe avuto un altro figlio; lei rispose che secondo la tempra di mia madre, non poteva venir solo (perché mia madre ebbe altre volte figli gemelli). Soggiunse la zia che, quelle delle due che nascesse prima, la chiamasse Giuseppina e l'altra Annunziata. Il babbo rispose che per bimba, non gli piaceva quel nome e l'altro di Annunziata non gli piaceva affatto. Poi nacqui io, insieme ad una sorellina che morì a sei anni.
Mio padre non sapeva quale delle due fosse nata prima e disse che si chiamerebbe Giuseppina-Annunziata quella che toccherebbe con la mano, e toccò me.
Quando fummo portate a battezzare, fu domandato: "Quale delle due deve chiamarsi Giuseppina?" Uno disse: "Questa prima" e mi fu messo il nome. La mia sorellina cominciò a piangere continuamente, tanto che la misero fuori della camera di mia madre. Io ero molto quieta, come mi dicevano in casa più tardi, quando ero vivace".

domenica 19 gennaio 2014

12 GENNAIO 2014 - NELL' ANNIVERSARIO DEL DIES NATALIS DELLA SERVA DI DIO GIUSEPPINA BERETTONI - Santa Messa e visita alla tomba a Pincetto vecchio del cimitero del Verano



 

«Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rm 6,3-4)”.

12 gennaio 2014 – Nella domenica del “Battesimo di Gesù”, i fedeli della serva di Dio Giuseppina Berettoni si sono riuniti in preghiera accanto alla tomba che ne raccoglie i resti mortali.

IL BATTESIMO DI GIUSEPPINA
e l'importanza di conoscerne la data
nelle parole di Papa Francesco

A guidarci nella giornata, iniziata con la S. Messa nella Cappella del Verano, P. Candido Hofmann, con il quale poi siamo giunti a far visita alla tomba. 
Una commorazione avvenuta pochi giorni dopo l’udienza dell’8 gennaio, in cui Papa Francesco ha detto:
Giuseppina fu battezzata il 9 agosto 1875
tre giorni dopo la sua nascita
nella bassilica di S. Maria Maggiore




“È importante conoscere il giorno nel quale io sono stato immerso proprio in quella corrente di salvezza di Gesù. E mi permetto di darvi un consiglio. Ma, più che un consiglio, un compito per oggi. Oggi, a casa, cercate, domandate la data del Battesimo e così saprete bene il giorno tanto bello del Battesimo. Conoscere la data del nostro Battesimo è conoscere una data felice.
Il rischio di non saperlo è di perdere la memoria di quello che il Signore ha fatto in noi, la memoria del dono che abbiamo ricevuto. Allora finiamo per considerarlo solo come un evento che è avvenuto nel passato — e neppure per volontà nostra, ma dei nostri genitori —, per cui non ha più nessuna incidenza sul presente”.


foto: Certificato di battesimo
nella copia conservata nell'
Archivio d'Avila, Spagna



IN PREGHIERA NEL GIORNO DEL SUO DIES NATALIS

Quando diciamo del trapasso da questa vita al cielo “dies natalis, intendiamo che con la nostra morte - in attesa della resurrezione dei corpi alla fine dei tempi - già si compie un passo di quel cammino di vita unitivo iniziato col battesimo: «Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?

Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rm 6,3-4)”.
 

giovedì 29 agosto 2013

6 AGOSTO 2013 - S. MESSA NELLA CASA NATALE DELLA SERVA DI DIO GIUSEPPINA BERETTONI


1875 - 2013 / L'ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI GIUSEPPINA RICORDATO CON UNA S. MESSA CELEBRATA NELLA CAPPELLINA DI "CASA ZACCHEO" IN VIA DEI IV CANTONI


Nel giorno che il calendario liturgico ricorda la Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo, anche quest’anno un manipolo di fedeli si è riunito nella casa dove la serva di Dio Giuseppina Berettoni ebbe i propri natali. Era il 6 agosto 1875, proclamato da Pio X “Anno Giubilare del perdono e del rinnovamento spirituale”.
 
Pochi giorni dopo, il 9 agosto, fu battezzata nella basilica di S. Maria Maggiore, stessa chiesa nella quale morì – dopo aver ricevuto l’Eucarestia – il 17 gennaio 1927. 
Come ebbe a ricordarci in un suo scritto, pubblicato nell’ Anno Giubilare del 2000, il caro padre Giovanni Coradazzi: 

LA FAMIGLIA BERETTONI

“I suoi genitori, di condizione modesta ma dignitosa, vissero intensamente il periodo che precedette la sua nascita; aumentando il loro fervore e la vita spirituale. Essi vennero presto a conoscenza di alcune premonizioni sul futuro di Giuseppina, destinata ad essere un’anima speciale. Tra l’altro, una zia previde il verificarsi di un parto gemellare e consigliò di chiamare la prima nata delle due gemelle, Giuseppina; e così avvenne.
La madre, Orsola Marini, laziale, ebbe dieci figli il cui destino spirituale le stava tanto a cuore da giungere fino a pregare Dio, come aveva fatto S. Rita da Cascia, che togliesse loro la vita piuttosto che si macchiassero di un peccato mortale; e questo in modo speciale per Giuseppina.  Il padre, Cesare Ottavio Berettoni di Morrovalle (Macerata), impiegato sanitario a Roma, era un uomo molto rigido nell’educazione dei figli e sicuramente religioso. Alla morte della mamma, quando Giuseppina aveva solo quattro anni, egli si preoccupò della sua educazione con premura e sollecitudini ancora maggiori”.

Morrovalle (Macerata) paese d'origine di Cesare Berettoni



CRONACA DELLA GIORNATA...

Ogni 6 agosto, cadendo in pieno periodo vacanziero, l’incontro per l’anniversario della nascita della Serva di Dio Giuseppina Berettoni, acquisisce sempre nuovi aspetti: variabile il numero dei partecipanti, così come ogni anno ci appare foriero di connotazioni molto differenti di approfondimento spirituale.

Nella ricorrenza dello scorso anno era intervenuto un numero più grande di partecipanti, coincidendo tale ricorrenza con il festeggiamento del 50° e 75° di sacerdozio di due cari amici che ci hanno ricordato uno degli aspetti peculiari dell'apostolato e del carisma di Giuseppina: stare accanto ai sacerdoti e pregare per la loro salvezza; questo è uno dei cardini propri della sua spiritualità.

Quest’anno – celebrante il nostro caro Padre Candido Hofmann, ofm – non abbiamo trovato ad accoglierci le premurose suore del PIME, istituto missionario che ci ricordava come anche la nostra Giuseppina fosse stata, anche se per pochi anni missionaria, in Argentina. A loro va il nostro ringraziamento per l’accoglienza riservata in tanti anni.

Il 6 agosto, dunque, ci siamo raccolti in preghiera nella casa natale in via dei IV Cantoni, che adesso ospita uno studentato di giovani seminaristi, intitolato “Casa Zaccheo”. E’ come se Giuseppina volesse ricordarci un altro aspetto, oltre l’annuncio evangelico, del suo messaggio di vita: dedicarsi alla preghiera incessante per i sacerdoti e per la loro santificazione.

La celebrazione del 6 agosto ha visto, quest’anno, affacciarsi nuovi volti di fedeli – ma attenzione! … non nuovi a Giuseppina Berettoni! – con i quali si è condiviso, al termine della celebrazione eucaristica, un piccolo rinfresco, tanto gradito da tutti, quanto è stato torrido quel pomeriggio d’agosto!


Il momento del rinfresco è stato, soprattutto, motivo di reciproca conoscenza tra di noi, nella comune vicinanza spirituale a Giuseppina Berettoni; vissuto in serenità e libertà, perché già corroborati - nei cuori - dal quel sottile vento dello Spirito Santo che soffia dove ci si riunisce nel nome del Signore.

Marco Stocchi