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martedì 10 giugno 2025

Festa di Pentecoste e del Corpus Domini 1896: GIUSEPPINA BERETTONI VITTIMA PER I SACERDOTI di P. Benedetto D’Orazio

Nella solennità del Corpus Domini del 1896, Giuseppina ebbe una visione di Gesù che le affidò una missione molto speciale a favore dei sacerdoti, dicendole anche che il primo su cui esercitarla doveva essere il suo direttore spirituale. Questi era mons. Radini-Tedeschi, personalità di grande spicco nella diplomazia vaticana e futuro vescovo di Bergamo (di cui sarebbe stato segretario il giovane Angelo Roncalli, futuro papa S. Giovanni XXIII). Radini-Tedeschi non ebbe alcuna esitazione a lasciarsi consigliare dalla sua penitente ed anzi la incoraggiò in questo compito.

E così cominciò l’apostolato di Giuseppina Berettoni verso i sacerdoti, per i quali pregava, digiunava, faceva sacrifici, spesso li richiamava a una vita di fede e di preghiera, con fermezza e sollecitudine quasi materna.


Festa di Pentecoste e del Corpus Domini 1896

GIUSEPPINA BERETTONI
VITTIMA PER IL SACERDOTI


Ora si va incontro ad uno degli avvenimenti della vita interiore di Giuseppina, una vera svolta, che doveva imprimere al suo cuore uno slancio ancor più ardito verso l’apostolato.

“Era il giorno della Pentecoste, il giorno dell’Amore — scrive Giuseppina nella breve storia della sua vocazione — ed io Gli chiesi, con tutto lo slancio di cui potevo essere capace, d’investirmi e di trasformarmi in modo d'addivenire degna vittima di carità, e di impossessarsi e di trasformare tutti gli uomini. Ma in modo speciale invocai la discesa dello Spirito Divino sul romano Pontefice, sul Sacra collegio de’ Cardinali, sui Vescovi e Sacerdoti.

Fu allora il mio spirito rischiarato d’una luce improvvisa, per la quale io vidi i molti e gravi pericoli in cui si trova il Sacerdote (secolare specialmente) di cadere nelle reti che il nemico delle anime Gli tende per indurlo a prevaricare. E che queste reti, formate di fili sottilissimi, solo potremmo scorgere quelli tra i Ministri dell’Altissimo che avranno purificato l’occhio nella contemplazione delle eterne verità, viste attraverso l’Ostia Santa. E udii impormi internamente d’offrirmi vittima per il Sacerdozio; e per Esso (dopo la meschina offerta che feci di me stessa) concepii un interesse ed un affetto mai inteso prima.

Era il giorno del Corpus Domini dello stesso anno (1896). Dopo la Santa Comunione io misi il mio more ai piedi di Gesù, supplicandolo a volersi degnare di parlargli. Ed Egli parlo al mio cuore il persuasivo linguaggio dell’amore. Egli parlò e la Sua parola mi svelò nuovi arcani e mi animò a tutto sacrificare pur d’accrescere nelle anime in genere, fiducia nella mediazione di Gesù, Vittima perenne sui nostri Altari, e ai Sacerdoti in particolare stima e amore al Loro sublime stato . . . .

— Io voglio che tu dia specialmente a quest’apostolato . . . .

— Ma, Signore, io non sono che una piccola, ignorante donnicciuola, buona sola a guastare le opere Tue...

— Ed è perciò che conto su di te.

— Ebbene, Signore e Padre mio, fa pure di me quel che vuoi; io non resisterò più alla Tua volontà.

— Cosi va bene. E’ falsa umiltà quella che induce a ostacolare i disegni Divini; non sta al servo d’insegnare al suo padrone il modo di reggere e di governare la casa; né al figlio il sindacare la condotta del proprio padre. La missione ch’io ti affido a pro de’ miei Ministri, richiede grande spogliamento di te stessa e molta molta orazione. Di al tuo confessore che ti ci disponga ed Egli sarà il primo su cui l’eserciterai.

Quando venne Monsignore (Giacomo M. Radini Tedeschi) da me, gli riferii tutto ciò; ed egli, con la solita Sua fermezza, m’ingiunse di notare in apposito libretto qualunque cosa Gesù credesse impormi in proposito dell’ufficio assegnatomi, sia che riguardasse Lui, sia altri Sacerdoti.

Eseguii appuntino, sebbene con grande repugnanza, l’ingiunzione avuta, tanto che Gesù si animò ad affidarmi un altro incarico simile a questo, ma nella persona delle religiose (oltre a quelle in cui mi trovavo). E Monsignore un giorno, con grande semplicità e con quel tono d’autorità che non ammetteva replica, mi disse:

— Come io sono minutante del Papa, voi sarete la mia. D’ora in poi invierò a voi la corrispondenza che mi giunge da religiose. Voi la leggerete, vi aggiungerete il vostro giudizio e me la ritornerete”.

Qui Giuseppina con accenti ispirati si abbandona a magnificare il grande mistero eucaristico. Ne riportiamo alcuni tratti:

“Il gemito della Vittima Eucaristica è d’una potenza invincibile sul Cuore di Dio . . . . Guai a noi se vi fosse un solo istante al giorno o di notte, in cui Gesù, Ostia vivente, non fosse elevata fra il Cielo e la Terra. E’per questa offerta che il Padre si placa nella sua giusta collera, e che lo Spirito Santo effonde con abbondanza i Suoi doni sugli eletti. Le nostre azioni nessun valore avrebbero al cospetto dell’Altissimo, se non fossero unite a quelle di Gesù.

I meriti di Gesù sono nostri; nostre le Sue soddisfazioni. Gesù è il principio, il mezzo e il fine d’ogni cosa per noi.

Gesù nulla ritiene per Sé . . . . Tutto, tutto ha ceduto a noi, Gesù. E infine, dopo essersi spogliato di tutto, ci ha dato Sé stesso nel SS.mo Sacramento, Vittima perenne, la sola, veramente pura, santa, immacolata e perciò a Dio piacente.

Mi si perdoni questa disgressione. Se dovessi manifestare tutti i lumi ricevuti riguardo l'azione e la vita Eucaristica di Gesù, in quel giorno fortunato e nei successivi, avrei da scrivere volumi!

Mirando l’Ostia Santa, più ancora, ricevendola nel mio cuore, m’avveniva quel che avviene a chi si mette a rimirare il sole; restavo abbagliata e non sapevo trovare termini per chiarire quel che avevo veduto”.

Ci troviamo, dunque, di fronte ad una mistica autentica, del resto riconosciuta da uomini di santa vita e di grande dottrina.

P. Benedetto D’Orazio, Redentorista

domenica 13 dicembre 2020

Giuseppina Berettoni e l'offerta di se stessa per i sacerdoti


Vi proponiamo una pagina tratta dal Diario e scritta nel 1896. Giuseppina ha una visione chiara della missione del sacerdozio. È fermamente convinta che occorre pregare e soffrire per il sacerdozio, anche in maniera eroica: “Guai ai sacerdoti che perdono la loro fiamma apostolica…salvare un’anima sacerdotale è salvare un numero grande di anime, perché ogni sacerdote santo è una rete che trascina anime a Dio”. La salvezza delle anime passa anche attraverso i sacerdoti, oggetto principale dell’amore di Gesù e continuatori della sua opera salvifica.

“Era il giorno di Pentecoste, il giorno dell’Amore ed io Gli chiesi, con tutto lo slancio di cui potevo essere capace, d’investirmi e di trasformarmi in modo d’addivenire degna vittima di carità, e d’impossessarsi e di trasformare tutti gli uomini. Ma in modo speciale invocai la discesa del Divino Spirito sul romano Pontefice, sul Sacro Collegio dei Cardinali, sui Vescovi e sui Sacerdoti. Fu allora il mio spirito rischiarato d’una luce improvvisa per la quale io vidi i molti e gravi pericoli in cui trovasi il sacerdote (secolare specialmente) di cadere nelle reti che il nemico delle anime gli tende per indurlo a prevaricare. E che queste reti, formate di fili sottilissimi, solo potranno scorgere quelli tra i Ministri dell’Altissimo che avranno purificato l’occhio nella contemplazione delle eterne verità viste attraverso l’Ostia Santa. E udii impormi internamente di offrirmi vittima pel Sacerdozio; e per Esse (dopo la meschina offerta che feci di me stessa) concepii un interesse ed un affetto mai inteso prima.
Era il giorno del Corpus Domini dello stesso anno (1896). Dopo la S. Comunione io misi il mio cuore ai piedi di Gesù, supplicandolo a volersi degnare di parlargli. Ed Egli parlò al mio cuore il persuasivo linguaggio dell’amore. Egli parlò e la Sua parola mi svelò nuovi arcani e mi animò a tutto sacrificare pur d’accrescere nelle anime in genere, fiducia nella mediazione di Gesù Vittima perenne sui nostri altari, e per i Sacerdoti in particolare effondere stima ed amore al Loro sublime stato…
Io voglio  – le dice Gesù -  che tu ti dia specialmente a quest’apostolato…La missione ch’Io t’affido a prò dei miei Ministri richiede grande spogliamento di te stessa e molta orazione. Dì al tuo Confessore che ti ci disponga ed Egli sarà il primo su cui l’eserciterai”.

Giuseppina come conseguenza di questa eroica offerta affrontò sofferenze incredibili e spiritualmente laceranti, attraversò a volte periodi tenebrosi, come se fosse abbandonata. Tutte le sue sofferenze, però, andavano a buon fine. A tal proposito abbiamo la testimonianza del domenicano P. Blat, suo direttore spirituale che, dopo la morte della figlia spirituale, dichiarò “faccio testimonianza davanti a Dio che mi giudicherà, che non mentisco, di aver sentito in me effetti salutari e notevoli di lume divino e di carità”. 

mercoledì 3 febbraio 2010

Dal "Diario" (1896): Preghiera ed offerta per Sacerdoti



Vi proponiamo una pagina tratta dal Diario e scritta nel 1896. Giuseppina ha una visione chiara della missione del sacerdozio. È fermamente convinta che occorre pregare e soffrire per il sacerdozio, anche in maniera eroica:

“Guai ai sacerdoti che perdono la loro fiamma apostolica… salvare un’anima sacerdotale è salvare un numero grande di anime, perché ogni sacerdote santo è una rete che trascina anime a Dio”. 

La salvezza delle anime passa anche attraverso i sacerdoti, oggetto principale dell’amore di Gesù e continuatori della sua opera salvifica.


“Era il giorno di Pentecoste, il giorno dell’Amore ed io Gli chiesi, con tutto lo slancio di cui potevo essere capace, d’investirmi e di trasformarmi in modo d’addivenire degna vittima di carità, e d’impossessarsi e di trasformare tutti gli uomini. Ma in modo speciale invocai la discesa del Divino Spirito sul romano Pontefice, sul Sacro Collegio dei Cardinali, sui Vescovi e sui Sacerdoti. Fu allora il mio spirito rischiarato d’una luce improvvisa per la quale io vidi i molti e gravi pericoli in cui trovasi il sacerdote (secolare specialmente) di cadere nelle reti che il nemico delle anime gli tende per indurlo a prevaricare. E che queste reti, formate di fili sottilissimi, solo potranno scorgere quelli tra i Ministri dell’Altissimo che avranno purificato l’occhio nella contemplazione delle eterne verità viste attraverso l’Ostia Santa. E udii impormi internamente di offrirmi vittima pel Sacerdozio; e per Esse (dopo la meschina offerta che feci di me stessa) concepii un interesse ed un affetto mai inteso prima. Era il giorno del Corpus Domini dello stesso anno (1896). Dopo la S. Comunione io misi il mio cuore ai piedi di Gesù, supplicandolo a volersi degnare di parlargli. Ed Egli parlò al mio cuore il persuasivo linguaggio dell’amore. Egli parlò e la Sua parola mi svelò nuovi arcani e mi animò a tutto sacrificare pur d’accrescere nelle anime in genere, fiducia nella mediazione di Gesù Vittima perenne sui nostri altari, e per i Sacerdoti in particolare effondere stima ed amore al Loro sublime stato… Io voglio – le dice Gesù - che tu ti dia specialmente a quest’apostolato…La missione ch’Io t’affido a prò dei miei Ministri richiede grande spogliamento di te stessa e molta orazione. Dì al tuo Confessore che ti ci disponga ed Egli sarà il primo su cui l’eserciterai”.

Giuseppina come conseguenza di questa eroica offerta affrontò sofferenze incredibili e spiritualmente laceranti, attraversò a volte periodi tenebrosi, come se fosse abbandonata. Tutte le sue sofferenze, però, andavano a buon fine.
A tal proposito abbiamo la testimonianza del P. Blat, suo direttore spirituale che, dopo la morte della figlia spirituale, dichiarò “faccio testimonianza davanti a Dio che mi giudicherà, che non mentisco, di aver sentito in me effetti salutari e notevoli di lume divino e di carità”.


4 febbraio

 

lunedì 21 dicembre 2009

Giuseppina Berettoni e i sacerdoti



In occasione dell'invito alle Ore Eucaristico-Mariane per la santifi-cazione dei sacerdoti, promosse dalla Congregazione per il Clero presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, pubblichiamo un articolo comparso sul nostro Notiziario nel 2008 (n.1) e rinviamo agli articoli comparsi su questo Blog sotto la voce "Giuseppina e i sacerdoti".


  • Adorazione eucaristica per la santificazione dei sacerdoti e la maternità spirituale.

Le recenti esortazioni (2007) del santo Padre Benedetto XV sulla santità del sacerdozio e le iniziative avviate dalla Congregazione per il Clero, richiamano alla nostra attenzione la sollecitudine che la Serva di Dio, Giuseppina Berettoni, durante la sua vita, ebbe a tal riguardo. È noto che la fedeltà alla vocazione sacerdotale richiede costanti sforzi perché non mancano mai situazioni e periodi difficili da attraversare e superare. La Chiesa ha sempre esortato i suoi fedeli a pregare per la santità dei sacerdoti nel mondo. Ultimamente una iniziativa, una vera campagna spirituale promossa dalla Congregazione per il Clero, ha proposto, seguendo l’esempio di Maria, di adottare spiritualmente sacerdoti per aiutarli con l’offerta di sé, la preghiera e la penitenza. L’8 dicembre 2007, è stata inviata una Lettera a tutte le diocesi con l’intento di mettere in atto una rivoluzione silenziosa invitando la cristianità a pregare per la santificazione del clero. Nella Lettera, oltre la proposta di adozione spirituale, si esortano i fedeli ad affidare alla Vergine Maria ogni sacerdote, suscitando nella Chiesa un movimento di preghiera che ponga al centro l’adorazione eucaristica perpetua, in modo da elevare a Dio, in ogni angolo della terra, una preghiera di ringraziamento, lode e riparazione per la santificazione dei sacerdoti.
In sintonia con queste indicazioni era già, più di un secolo fa, la Berettoni che considerava il sacerdozio la dignità più alta perché strettamente legato all’Eucaristia. Per tale motivo, spesso, avvertiva l’esigenza di sprofondarsi davanti a Gesù Sacramentato. Su questa sua appassionata devozione ne ha dato testimonianza il padre Blat nella piccola biografia, da lui redatta per le esequie, che venne posta all’interno della cassa che custodisce le spoglie mortali di Giuseppina.

  • "Vittima per il sacerdozio".
La sua vocazione ad essere madre spirituale per i sacerdoti la visse in maniera particolare tanto da rendersi pronta a sacrificare volentieri la vita per accrescere nel loro cuore anche una sola scintilla di carità. Li amava di una delicatezza inesprimibile perché il Signore le aveva affidato una grande missione a “vantaggio dei suoi ministri” continuatori della sua opera. Infatti, mentre era postulante presso le Figlie di Nostra Signora al Monte Calvario, nel giorno della solennità di Pentecoste, il 4 giugno 1896, rischiarata da una luce improvvisa, ebbe l’esatta percezione dei tanti e gravi pericoli in cui spesso vengono a trovarsi i sacerdoti. In quegli istanti, sotto l’azione dello Spirito Santo, avvertì fortemente l’esigenza di offrirsi vittima per il sacerdozio, divenendo una fervente apostola presso i suoi fratelli prediletti. Fu questo uno degli avvenimenti più importanti e misteriosi della sua vita interiore.
Il 12 giugno 1896, solennità del Corpus Domini, dopo la Santa Comunione, Giuseppina si offrì vittima per il sacerdozio e per le persone consacrate. Gesù aveva parlato al suo cuore con il persuasivo linguaggio dell’amore: “La missione che Io ti affido a prò dei miei ministri, richiede grande spogliamento di te stessa e molta, molta orazione. Dì al tuo confessore che ti ci disponga: egli sarà il primo su cui l’eserciterai”. Infatti, a mons. Giacomo Radini Tedeschi, suo primo padre spirituale ed uomo di spicco nella Segreteria di Stato vaticana, per l’importante compito che svolgeva (minutante del Papa), Giuseppina riferì con tempestività l’ordine ricevuto e l’atto di offerta. Monsignore, conoscendo la sua giovane penitente, le impose con energica risolutezza di annotare in un apposito libretto quanto Gesù le chiedeva “in proposito dell’ufficio assegnatomi, sia che riguardasse lui, sia altri sacerdoti”. Nel diario leggiamo la reazione che ne seguì: “Eseguii appuntino, sebbene con grande ripugnanza, l’ingiunzione avuta, tanto che Gesù si animò ad affidarmi un altro incarico simile a questo, ma nella persona delle religiose”.

  • "Debbo consigliarlo e amarlo, essendole madre ...".
Nei confronti dei suoi direttori spirituali Giuseppina mostrò sempre premure materne indirizzando loro tenere esortazioni e chiarificazioni, soprattutto nei momenti delle prove. Il suo rapporto con il padre Blat, direttore spirituale per circa un ventennio, è fondato su sentimenti di stima reciproca e devozione filiale. Nell’agosto 1906 Giuseppina così scrive al suo reverendo padre spirituale: “Non solo debbo consigliarlo e amarlo, essendole madre, ma debbo essere anche maestra istruendolo non solo nelle cose spirituali ma anche in altre cognizioni scientifiche, specialmente teologiche, ciò in particolare per la direzione ed il bene delle anime a lei affidate”… Mi sento spinta a scrivere quasi ogni giorno e dovrò comportarmi allo stesso modo che parlando affabilmente ad un figlio …”.

Scorrendo gli avvenimenti che hanno costellato la vita di Giuseppina troviamo molti episodi di questa sua particolare missione che ha al primo posto la venerazione per i sacerdoti. Oltre alla tenerezza, esercitò nei loro confronti la virtù della speranza sì da stimolare l’arricchimento della loro vita interiore. Confortava quelli in difficoltà, li aiutava a scoprire gli aspetti nascosti e migliori della loro personalità, a ristabilire il loro equilibrio, a ritrovare la propria anima. A volte, era bastato un solo colloquio, perché un sacerdote dubbioso uscisse come rinato e pieno di buona volontà per riprendere un cammino interrotto.



Difficile sarebbe elencare in così breve spazio persone ed avvenimenti che riguardano quest’aspetto dell’apostolato berettoniano. Ci limitiamo soltanto a riportare la significativa proposta che la serva di Dio fece a mons. Magnoni quando l’Italia entrò in guerra contro l’Austria nel 1915. Angosciata dalla partecipazione al fronte bellico dei Ministri di Dio, scrisse all’ordinario militare proponendosi come crocerossina per l’assistenza dei sacerdoti combattenti. Espresse così la sua ansia: “non potrei dormire tranquilla sapendo in guerra i Ministri della pace”. Ma la sua generosa offerta di madre spirituale non venne accettata: senza andare al fronte, fu ugualmente in prima linea con i suoi fratelli prediletti combattendo con le armi della preghiera e della penitenza e promuovendo, durante l’avvento del 1915, nelle varie diocesi italiane, con l’appoggio dei Vescovi, una singolare iniziativa: una Comunione generale dei fanciulli pro pace, perché la supplica degli innocenti ponesse fine alla guerra preparata dagli uomini.

Anno Sacerdotale


 Congregatio  Pro Clericis


Anno Sacerdotale

Ore Eucaristico - Mariane
per la Santificazione dei Sacerdoti



Ogni primo giovedì del mese ore 16.00 - 17,30

7 gennaio 
4 febbraio
4 marzo
15 aprile
6 maggio


La Congregazione per il Clero invita sacerdoti, seminaristi, religiose nello spirito della "maternità spirituale" e tutti i fedeli laici che intendono sostenere con la preghiera, il sacrificio, la collaborazione, la fondamentale causa della santificazione dei sacerdoti.


Basilica Papale di Santa Maria Maggiore


mercoledì 4 novembre 2009

P. Blat, o.p.

 Anno Sacerdotale

“IL DOVERE DI SOSTENERE A TUTTO SPIANO E CON FERMO ACCENTO, LE PARTI DELLA MISERICORDIA DIVINA”.


La Chiesa “non può fare a meno” dei sacerdoti. Per questo il Papa ha indetto uno “speciale anno sacerdotale” finalizzato a favorire “la tensione dei sacerdoti verso la perfezione morale e spirituale”. “Urgente appare il recupero di quella consapevolezza che spinge i sacerdoti ad essere presenti, identificabili e riconoscibili sia per il giudizio di fede, sia per le virtù personali sia anche per l’abito”, ha detto Benedetto XVI, pur ricordando come “la grande tradizione ecclesiale ha giustamente svincolato l’efficacia sacramentale dalla concreta situazione esistenziale del singolo sacerdote, e così le legittime attese dei fedeli sono adeguatamente salvaguardate. Ma questa giusta precisazione dottrinale nulla toglie alla necessaria, anzi indispensabile, tensione verso la perfezione morale, che deve abitare ogni cuore autenticamente sacerdotale”. Il Santo Padre Benedetto XVI, venerdì 19 giugno 2008, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù con la celebrazione dei Vespri, nella Basilica di San Pietro, inizierà l’anno dedicato agli operai che lavorano nella mistica vigna del Signore. L’anno coincide con le manifestazioni celebrative per il 150° anniversario della morte di San Giovanni Maria Vianney, il santo curato d’Ars, modello di sacerdote e patrono di tutti i pastori.

Pregare per la santità
dei sacerdoti.

Noi cristiani siamo chiamati a pregare per la santità dei sacerdoti perché la loro presenza è indispensabile. Il Papa, in occasione dell’udienza concessa ai partecipanti alla Plenaria della Congregazione per il Clero, ha insistito sull’importanza del ministero sacerdotale senza il quale “non ci sarebbe né l’Eucaristia, né, tanto meno, la missione e la stessa Chiesa”. Nella recente lettera d’invito ai Sacerdoti per partecipare alla inaugurazione dell’anno o, a quanti non sono in Roma, a unirsi spiritualmente per questo momento di intensa spiritualità, mons. Mauro Piacenza, Segretario della Congregazione per il Clero, ha esortato tutti i presbiteri a far riferimento allo stile di vita di Cristo perché sia lo stile di vita di ciascun sacerdote. Ha esortato, quindi, ad “essere operai per la costruzione dell’unica Chiesa di Cristo, per cui dobbiamo vivere motivatamente e fedelmente la comunione di amore con il Papa, con i Vescovi, con i confratelli, con i fedeli”.

L'apostolato di Giuseppina
a favore dei sacerdoti.


La nostra Giuseppina svolse parte del suo apostolato a favore dei sacerdoti: nutriva per loro una delicata tenerezza, ma allo stesso tempo sapeva usare verso di loro, quando le circostanze lo richiedevano, toni severi. Ci sembra utile riportare stralci d’alcune lettere, indirizzate al Padre Blat, suo direttore spirituale, la prima scritta il 4 agosto 1913. “Sia dolce e indulgente con i peccatori, in modo da fare sentire loro tutta la dolcezza della Misericordia di Dio, di cui egli è, specialmente nel ministero della confessione, ministro e dispensatore. Cerchi di provocare nei penitenti che le si presenteranno piuttosto un dolore amoroso, che timoroso. E perciò parli della bontà divina, e non tanto della Sua giustizia, mentre ella, so bene, tende ad essere piuttosto giusto che buono”. Poi, temendo di essere stata troppo ardita aggiunge: “Perdoni buon Padre le mie osservazioni: m'è costato fargliene, ma avrei creduto di mancare di semplicità facendogliele in altra maniera; e non facendogliele avrei temuto di mancare al mio dovere... Quale dovere! Quello di sostenere a tutto spiano e con fermo accento, le parti della Misericordia Divina”. Allo stesso Direttore raccomanda infatti rivolgendosi, anche col “tu”, in tono materno, di trattare le anime “con amorevolezza somma” come si riscontra in questa lettera del 9 marzo 1915: “Soprattutto nel confessionale, è necessario armarti di questa lente. Procurare di vedere nelle anime, che ti si presentino, attraverso le loro brutture e deformità morali, ancorché mostruose, l'immagine di Dio. Oh allora quale sarà la tua compassione! La tua amabilità con esse!”.
(Letizia Li Donni)


 



Lo scorso anno è stato dedicato un numero del bollettino alla vera e propria campagna spirituale promossa dalla Congregazione per il clero di Adorazione eucaristica per la santificazione dei sacerdoti e la maternità spirituale. - Possono esserne richieste copie scrivendo direttamente al Centro G. Berrettoni”, o inviando un e mail al seguente indirizzo: stocchimv@tiscali.it.

Per accedere direttamente al testo della Pro clero :